La lingua giapponese

Caratteristiche della lingua

Da Silvio Franceschinelli   

Una lingua che solo una ventina di anni fa era completamente sconosciuta, lontana, e nessuno avrebbe considerato come materia di studio, è ora una delle più richieste nelle università che la propongono. Le persone infatti che ci si appassionano alla lingua giapponese sono sempre di più, ed includono chi lo fa come hobby, magari per vedere i propri anime preferiti in lingua originale, ma anche chi lo studia in maniera professionale per andarci a studiare, lavorare, vivere.

La scrittura giapponese

La lingua giapponese è abbastanza semplice da pronunciare, ma è difficile da scrivere e leggere. Perché? Tanto per cominciare ci sono tre alfabeti diversi, di cui due fonetici ed uno composto da ideogrammi. Anche una semplice frase ci può confondere dato che spesso i tre tipi di scritte vengono amalgamati assieme.

Le tre “scritture” sono: hiragana, kanji e katakana. Il katakana viene usato per scrivere le parole straniere. I kanji sono ideogrammi e sono il più grande ostacolo nell’imparare la lingua, neanche i giapponesi conoscono tutti gli ideogrammi. A volte devono far uso di dizionari per leggere libri più complessi. Ma del resto neanche una persona italiana conosce tutte le parole contenute nel dizionario.

La pronuncia

La lingua giapponese è facile da pronunciare, perché ha solo 5 vocali : (あ a, え e, い i, お o, う u); in inglese o russo per esempio i suoi vocalici sono di più, e difficili da imitare. Per cui con un po’ di pratica un italiano può pronunciare molto bene qualsiasi suono giapponese, tranne forse la H che nei primi tempi può essere difficile.

La grammatica

Dal punto di vista della grammatica, bisogna far attenzione ad alcuni dettagli. Il verbo, per esempio, si trova sempre alla fine della frase: “Io al cinema domani andrei”. Per il resto i primi passi si compiono spediti, infatti i verbi non hanno molte forme irregolari e la coniugazione è uguale per ogni persona. Chiaramente, quando si arriva ad un livello intermedio ci sono molte cose da conoscere per parlare correttamente, ma si arriva presto a poter parlare a livello elementare.

Un altro punto difficile per chi si avvicina allo studio, è che la lingua formale giapponese è completamente diversa da quella informale. Per questo chi vuole lavorare in Giappone deve prestare molta attenzione al business Japanese e alla gerarchia della società per capire quale livello di lingua usare.

Il cinese e il giapponese sono simili? NO! I cinesi e i giapponesi non si capiscono perché parlano due lingue completamente diverse, anche se gli ideogrammi giapponesi provengono dalla lingua cinese antica scritta.

L’uso del giapponese nella lingua italiana

Nella lingua italiana sono entrate molte parole giapponesi come per esempio: sushi, karaoke, karate, sakè, otaku, anime e manga, kamikaze, judo, etc... Alcune parole, però, sono state importate dandogli un significato diverso. Uno degli esempi è la parola harakiri, al posto di questa parola bisognerebbe usare seppuku. Harakiri significa semplicemente tagliarsi la pancia, mentre seppuku si usa per descrivere un suicidio rituale.

Un altro esempio di prestito sbagliato è la parola sakè, che noi usiamo per descrivere il vino giapponese ma in realtà la parola sakè in giapponese viene usata per qualsiasi alcolico (birra, vino…). Quello che gli italiani chiamano sakè per i giapponesi è il nihonshu.

Una nota interessante: la parola karaoke è costituita da due parti “kara” e “oke”. Kara significa vuoto, oke deriva dalla parola orchestra. Praticamente significa che la vostra voce è l’elemento principale, senza quella l’orchestra è vuota. Così pure, la parola karate, kara (vuoto) te (mano).

Tra le cose facili possiamo elencare: non ci sono gli articoli; ci sono pochissime preposizioni (che in realtà chiamiamo particelle); non ci sono congiuntivi, trapassati, e varie complicazioni che troviamo nell’italiano; non c’è il maschile e il femminile, e in genere nemmeno il plurale!

Alcuni modi per salutare in giapponese

La mattina ci si saluta con ohayo che vuol dire buongiorno e si può usare fino a mezzogiorno.

Dopo mezzogiorno si usa konnichiwa. Mentre per dire buonasera si usa la parola konbanwa.

Per salutare con un arrivederci diciamo sayonara. Nel caso salutassimo un amico e volessimo usare qualcosa di informale possiamo dire matane. Quando si va a dormire si dice oyasumi.

I numeri giapponesi da 1 a 10

Chi ha fatto arti marziali probabilmente li sa già, ma per tutti gli altri ecco i numeri: 1 = ichi , 2 = ni, 3 = san, 4 = shi/yon, 5 = go, 6 = roku, 7 = nana (oppure shichi), 8 = hachi, 9 = kyu, 10 = jyu .

Il numero 4 si può dire sia yon che shi ma bisogna far attenzione ad usare “shi” perché in giapponese significa anche morte e viene ritenuta una parola che porta sfortuna.

Per chi volesse studiare il giapponese

Sono ormai molti i corsi di lingua giapponese reperibili in Italia Per chi volesse approfondire la conoscenza della lingua nipponica, consigliamo il corso online sulla piattaforma della scuola Il Mulino. C'è anche un intero videocorso gratuito corredato di PDF scaricabili e quiz da superare, creato in collaborazione con l’Associazione Ochacaffè. Per chi volesse studiare il giapponese seriamente, Ochacaffè organizza i corsi online ma anche in varie città del Giappone.

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Silvio Franceschinelli

Silvio Franceschinelli @silvio.franceschinelli

Insegna, dirige, organizza, viaggia. Si diverte quasi sempre, e quando non si diverte più fa cose diverse.

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