La Memory Lane di Shinjuku

La caratteristica Omoide Yokocho ricorda i vicoli pieni di ristorantini e izakaya particolarmente in voga nel periodo del dopoguerra

Da Andrew Ng   

Yoji era solito venire qui dopo la guerra, all'inizio degli anni '50. "Ero un giovane allora" - dice. "Avevo appena iniziato il mio primo lavoro." Omoide Yokocho, che significa Vicolo della Memoria ("Memory Lane" in inglese), è un'area animata da una sessantina di piccoli bar e ristoranti collegati tra loro da vicoli abbastanza larghi da consentire a due persone di passare contemporaneamente. L'aria è resa densa dal fumo che fuoriesce dalle finestre aperte mentre qualcuno griglia yakitori (spiedini di pollo). "In qualche modo sembra ancora lo stesso" - dice Yoji. "Possiamo mangiare?" Possiamo, e invogliato dallo yakitori e dal mugi shochu (bevanda alcolica a base di orzo fermentato), Yoji si sistema e inizia a raccontarmi com'era la vita a Shinjuku durante l'era Showa (1926-1989).


Sebbene abbia un nome moderno, la Memory Lane di Tokyo ha origini risalenti agli anni '40, quando era la sede di venditori ambulanti e commercianti del mercato nero. Pian piano l'area cominciò a trasformarsi in un covo per bevitori e vennero costruite strutture più stabili, spesso separate da un solo pannello di legno. Esse durarono fino al 1999, quando un incendio distrusse l'intera area. Con la ricostruzione la zona fu ribattezzata Memory Lane, una denominazione sicuramente più fine rispetto a quella precedente. 

È facile accedere a Omoide Yokocho. Prendete l'uscita est della stazione JR di Shinjuku e camminate lungo il lato sinistro, verso il grande schermo video di Studio Alta. Prima di raggiungere la strada vedrete un sottopassaggio pedonale alla vostra sinistra. Seguitelo e vi condurrà direttamente all'inizio dell'area, riconoscibile dalle insegne al neon verdi sopra i vicoli. Il sito web di Omoide Yokocho ha una mappa molto utile che elenca ogni stabilimento per numero.

La mia prima raccomandazione è di andare di sera. Questo può sembrare ovvio, ma i turisti che visitano Tokyo hanno orari diversi e alcuni potrebbero essere in cerca di qualcosa da mangiare per pranzo. Attenzione, non tutto è aperto durante il giorno e non troverete l'atmosfera che rende memorabili le serate trascorse in questo luogo alternativo. Secondo, non siate schizzinosi! La polvere e la sporcizia, insieme al fumo e al rumore, fanno tutti parte del fascino di questa zona. Se state cercando la raffinatezza culinaria, risparmiatela per un un altro giorno; per ora, rilassatevi e godetevi l'atmosfera unica di questo luogo. 

Il sake, chiamato anche nihonshu, è la bevanda giapponese più famosa e Daikokuya (numero 11 sulla mappa) ne ha oltre 150 tipi diversi provenienti da tutto il Giappone. Quando ci sono andato per la prima volta, un cliente che parlava inglese mi ha consigliato un sake dolce. La mama-san (proprietaria), che non parlava inglese, ha comunque scelto qualcosa di speciale per noi. Abbiamo cenato con pesce grigliato, yakitori e tempura - che era un qualcosa di eccezionale, dato che veniva servita con del pesce che si scioglieva in bocca chiamato "bacio".

Fino all'incendio del 1999 non c'erano bagni pubblici per i clienti. Oggi, invece, tutti i locali sono dotati di servizi igienici, ma se necessitate comunque di un bagno pubblico, ne troverete uno appena fuori dal vicolo di mezzo (vedi la mappa). Potrebbe essere necessario scavalcare un uomo che è crollato a terra, ma non preoccupatevi, sarà abbastanza sobrio per prendere al volo l'ultimo treno per tornare a casa - capite ora cosa intendo per atmosfera?

Negli anni '40 quest'area divenne nota per il commercio di organi animali, in particolare fegato e intestino venduti su carri all'aperto. Oggi non è più così dato che esistono leggi sull'igiene alimentare, ma se siete abbastanza coraggiosi potete provare a cenare da Asadachi (numero 20 sulla mappa) dove potrete gustare carne di cavallo e tartaruga dal guscio molle.

La migliore raccomandazione che posso darvi è quella di percorrere in lungo e in largo tutti i vicoli per immergervi nell'atmosfera del posto. Date un'occhiata in giro per cercare qualcosa che possa interessarvi. Molti locali hanno il menu in inglese, ma non lasciatevi guidare solo da questo fattore. Soprattutto, divertitevi! Omoide Yokocho rappresenta un viaggio nella memoria, ma come ha detto Yoji riguardo agli anni '50, ci sono segni che fanno ben sperare per il futuro.

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Stefania Barile

Stefania Barile @stefania.barile

Original by Andrew Ng

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